La città è costruita su una penisola rocciosa protesa verso l’Atlantico, a ovest di Marrakech, nel cuore di una fitta foresta di 600 ettari composta principalmente da alberi d’Argan. Protetta da una spettacolare duna naturale, si affaccia con 4 km di spiaggia sull’Oceano Atlantico. Grazie alle sue coste frastagliate, al sussurro degli alisei, alle case dalle facciate bianche e blu (i colori della schiuma e delle onde dell’oceano), Essaouira si è guadagnata il soprannome di “Sposa dell’Atlantico”. Famosa soprattutto per la sua sensazionale Medina sul mare, iscritta nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, Essaouria, originariamente chiamata Mogador, cioè piccola fortezza, è da sempre un importante porto che collega il Marocco con il resto dell’Africa e dell’Europa. La fortezza, i muri bianchi e cangianti delle case dalle finestre di un azzurro brillante, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, rendono questa città unica e dal sapore europeo. Fu riprogettata nell’attuale architettura a metà del 18° secolo dall’ingegnere francese Theodore Cornut chiamato dal sultano Sidi Mohamed Ben Abdallah, che per punire la ribelle Agadir aveva deciso di dirottarvi il traffico commerciale. Ne fecero un perfetto esempio di architettura militare riuscendo a coniugare perfettamente la cultura arabo-musulmana con quella d’oltre mare. Le sua mura con grandi bastioni, le poderose fortificazioni sull’oceano munite di enormi cannoni (la Squala), la linearità e la larghezza delle sue strade principali sono del tutto inusuali per una città musulmana. L’atmosfera, rilassata e misteriosa, è unica in tutto il Marocco. Le coste di Essaouria sono spazzate durante quasi tutto l’anno dalle brezze oceaniche e molti sono i surfisti e gli amanti del windsurf che la raggiungono per volteggiare sul pelo dell’acqua a largo della costa. I negozi vendono splendidi prodotti di artigianato locale come ad esempio prodotti in legno di tuia, vestiti ricamati e tappeti.
Città d’arte e di musica, ritrovo delle stelle del rock, Essaouira è una meta affascinante che ha attratto, e continua ad attrarre, un pubblico eterogeneo di viaggiatori e artisti di ogni tipo, dai musicisti agli attori, dai pittori ai registi. Ne fu conquistato negli anni Sessanta, quando fu invasa dagli hippies da tutto il mondo, Jimi Hendrix, attratto dal gnaoua, la musica che venne introdotta in Marocco dagli schiavi neri. Insieme ai maestri della confraternita gnaoua (i maalem), condivise e si fece ubriacare dai ritmi del guenbri (un liuto-tamburo a tre corde), delle nacchere in ferro e dei tamburi. A questo straordinaria musica Essaouira dedica ogni anno, in giugno, un affollatissimo Festival.
Molti altri i musicisti ammaliati dalla città, ad iniziare dai Rolling Stones, Bob Marley, Cat Stevens, Frank Zappa e, in tempi più recenti, Sting e Leonard Cohen. La sera, ristoranti e locali riecheggiano di musica suonata dal vivo da musicisti di qualsiasi tipo di genere: dalle percussioni africane al reggae, dal funky al jazz, al rock. Non solo musica, decine le botteghe di pittori che dipingono in un particolarissimo e minuzioso stile naif, unico e caratteristico del posto.
Le architetture di Essaouira sono uno straordinario set cinematografico, che ha fatto da sfondo a innumerevoli film, dal lontano Otello di Orson Wells al più recente Trono di Spade, che vi ha ambientato la città di Astapor. Passeggiando fra vicoli, piazze, bastioni non sarà difficile riconoscere scorci immortalati in celebri film.
I vicoli della Medina, Patrimonio dell’UNESCO, riservano continue sorprese, tra gallerie d’arte e botteghe artigianali dove si lavora il profumato legno di tuia, negozietti dove si acquistano collane fatte di decine di file di piccole perline multicolori, olio d’Argan e innumerevoli prodotti a base di questo preziosissimo olio (le cui piante si trovano solo in Marocco, nella regione fra Essaouira e Agadir ) e profumate spezie.

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